mamme, bici e pannelli solari. Un anno dopo
Siamo di nuovo in questi giorni immersi nel girone dantesco della finanziaria. Il governo vacilla e la Binetti non viene (per ora) espulsa dal PD. Il parolaio rosso parla a vanvera di tempi lunghi e orizzonti ampi, asfissiando però negli spazi angusti e nei tempi miopi dei suoi piccoli interessi di partito. Noi guardiamo a quello che ci era piaciuto allora, ed egoisticamente constatiamo quanto quella finanziaria, allora cosi sofferta ci ha
Forse qualcuno di voi gia lo sa, altri no. Chiara, Lucia ed il sottoscritto aspettiamo un nuovo membro in famiglia. Arriverà presto; se tutto va bene agli inizi di febbraio. In quanto entrambi lavoratori precari (assegnisti di ricerca) abbiamo comunque da quest'anno diritto all'assegno di maternità. Anche io, il padre. Addirittura la mia università magnanimamente mi coprirebbe il 100% dello stipendio e non già solo l'80% garantito dall'INPS. Non fa niente se poi alla fine io non farò nemmeno un giorno di paternità. E se Lucia continuerà a lavorare sodo e con la consueta passione, magari un po' di più stando a casa ed un po' di meno dall'ufficio. Non fa niente dicevo, l'importante é sapere che quel diritto ci é riconosciuto, che l'istituzione pubblica si é presa cura del nostro desiderio di mettere al mondo un figlio; infondo di mettere al mondo un altro cittadino italiano.
Il secondo beneficio di quella finanziaria lo stiamo cogliendo in questi giorni. Stiamo installando dei magnifici pannelli solari sul nostro tetto. Seguirà a breve post più esteso in proposito ma per ora vi diciamo solo che siamo entusiasti dell'idea di farci la doccia, farci il bucato e lavarci le stoviglie con l'acqua riscaldata con nient'altro che il generoso sole che rende sempre questa città cosi meravigliosa. Tutto questo grazie alle detrazioni del 55% senza le quali probabilmente non saremo mai stati spinti ad installarli.
Certo, di ciclabili per ora non ne vediamo alcuna. Ma in compenso Lucia mi ha donato da poco una nuova e fiammante bicicletta con cui mi libro di tanto in quanto nel traffico di Roma.
Mamme, bici e pannelli solari...
I wish i was there
Dunque non posso che cominciare con il dire che davvero vorrei essere li. Vorrei mettermi in fila come quel 16 ottobre di 2 anni fa sotto il sole di Roma. Vorrei dare una mano al gazebo ed incrociare gli sguardi dei miei nuovi compagni di partito, i miei compagni di speranza politica, i miei compagni di percorsi costruttivi.
Il sentirsi a casa. Si perché molto piu che con le primarie dell'Unione di allora, quelle di quest'anno sono anche e soprattutto un processo identitario. Allora in fondo si votava per il leader dello schieramento. Si, l'elettore di Bertinotti e quello di Mastella erano ed (ancora) sono in fondo compagni di strada, o quantomeno sono compagni di governo. Ma da allora, si sono viste subito emergere tutte le differenze che ci impediscono di riconoscerci tutti dentro lo stesso partito.
Invece oggi deve essere diverso. Buona parte delle persone che oggi si recano ai seggi, che fanno la fila, che si sono spulciate i nomi nelle liste, che si sono informate sul conto della Bindi, di zio Walter, di Marione e degli altri, sono li perché si vogliono finalmente riconoscere all'interno di una casa unica, che sotto il proprio tetto contenga e sintetizzi tutte le differenze e le diversità che pur ognuno di noi porta con se. Che bello: vorrei vedervi in faccia tutti, miei nuovi
Le belle notizie. Siamo arrivati a queste primarie obiettivamente in un clima un po' bigio. La potenza di fuoco mediatico scatenata é stata impressionante e davvero pochi si sono lesinati dallo sparare contro. E passi pure che gi avversari politici abbiano parlato a vanvera di fusioni tra apparati, di partito nato vecchio, e tutte le altre sciocchezze che erano evidentemente dettate dal tentativo di minimizzare i danni. È già perché davvero queste primarie cambiano lo scenario politico ed ora gli altri devono inseguire. Per dare un metro di quanto queste primarie collochino il PD una generazione avanti a tutti gli altri partiti Italiani si confronti ad esempio l’esperienza di oggi con quella della settimana scorsa in cui è rinato per l’ennesima volta -tra le risate almeno di quei pochi che ancora seguono questa pantomima- il partito socialsita che ora sembra si faccia chiamare costituente socialista.
La nomenclatura ed il rinnovo della classe dirigente. C’è stata molta discussione, speranza ed anche delusione circa l’accesso alle liste. L’accusa più diffusa è che le nomenclature si siano prese tutti i posti. Queste accuse mi sono sin qui sembrate ingiuste ed esagerate. Da un parte è vero: è ora e tempo di svecchiare i partiti, di far partecipare i giovani e cosi via… sono ovviamente simpatizzante con tutte queste istanze. Dall’altra non vedo perché gente che crede nel PD si dovrebbe fare da parte solo per presunti limiti di età o per portare la colpa di essersi interessato, appassionato e dedicato alla politica prima di ora. Almeno di non pensare male dei nostri nuovi compagni di partito: che quelli che gia erano nei DS e nella Margherita erano tutti farabutti e poltronisti. È un ragionamento che ovviamente non sta in piedi. Tra questi due estremi andava cercato un equilibrio: e credo che tutto sommato con il sistema delle liste concorrenti (meglio sarebbe stato avere però le preferenze), con almeno tre-quattro candidati che presentandosi come outsiders hanno cooptato molta gente prima estranea alla politica e con una delle tre liste che sostengono il vincente designato sostanzialmente costituita da facce nuove, beh credo che l’obiettivo di iniettare una forte dose di novità in un corpo che non può e non vuole rinunciare alla sua storia sarà raggiunto.
I candidati. Non avrei difficoltà a votare per Veltroni, per Bindi, per Letta e per Adinolfi. Avrei dei validi motivi per votare per ognuno di loro. Bello essere in imbarazzo per eccesso di volontà di voto piuttosto che per difetto. Ho seguito l’ottima iniziativa di Repubblica delle 10 domande ai candidati.
Direi che Marione mi ha spesso convinto sui temi forti dell’identità e delle prospettive. È invece caduto fragorosamente sulle domande di economia dove invece è andato bene, e come poteva essere altrimenti, Letta. Veltroni non ha particolarmente brillato: essendo l’incumbent aveva solo da perdere a sbilanciarsi. Alla fine però, quella che mi ha convinto di più è la Bindi. Per molte delle ragioni che cita anche Leonardo. Voterei quindi la Bindi, se fossi li.
Mentre sorge il sole sulla marina di san Diego, penso alle cose di casa nostra. Penso al nuovo partito che oggi nasce. Al posto in cui voglio sentirmi a casa, insieme a centinaia di migliaia di altri compagni. I wish i was there…
contribuzione previdenziale differita
E se rinviassimo il pagamento dei contributi pensionistici più in avanti con l'età, diciamo alle soglie della pensione? Non so nula di meccanismi pensionistici per cui quanto segue potrebbe essere qualsiasi cosa compresa tra una banalità già ampiamente implementata ed una stupidaggine bella e buona. Ma tant`é, io la butto li. Voi ditemi se é l'una o l'altra cosa.
Partiamo dalla teoria. Dall'ipotesi del ciclo vitale di Modigliani. Per dirla in due parole, se fossimo perfettamente razionali, ed il mercato del credito fosse competitivo e funzionasse senza frizioni, allora dovremmo essere in grado di prendere a prestito dal mercato finanziario nelle fasi della vita in cui non abbiamo un reddito (es. quando studiamo o quando andiamo in pensione) o esso é al di sotto delle nostre esigenze (es. quando mettiamo su famiglia e comperiamo casa) e dovremmo restituire questo debito nelle fasi in cui il nostro reddito é sopra le nostre esigenze (nel fulcro della carriera intorno dopo i 50 anni di età ).
Purtroppo gli uomini non sono cosi razionali da anticipare il proprio ciclo di reddito nell'arco della vita (molto spesso un precario non riuscie a prevedere il proprio redditodi là a qualche settimana) ed il mercato del credito é cosi miope e viscoso da concedere prestiti al più per l'acquisto della casa e spesso condizionato alla fornitura di garanzie draconiane (ve lo immaginate la faccia del vostro banchiere se gli chiedeste un prestito perchè dovete tirar su dei figli?)
Che si può fare per alleviare questa restrizione del credito? Accantoniamo l'idea che lo stato si possa sostituire alle banche (problemi di cassa e problemi di moral hazard). Meglio pensare ad un auto-prestito del lavoratore a se stesso. Si tratterebbe di rendere spendibili le trattenute previdenziali nei primi anni di lavoro, diciamo dai 18 ai 35 anni (magari per non più di 5-7 anni in totale), e di recuperare poi quelle contribuzioni e gli interessi nel frattempo non maturati nelle fasi finali della vita lavorativa, diciamo per 10-15 anni, dai 50 ai 65 anni. Si tratta di ritrovarsi il 20% e più in più in busta paga nei primi anni quando più serve e restituirne altrettanti (per un periodo più lungo). il meccanismo qui descritto é un po' rozzo: ha un unico scalino positivo inizialmente (+20% rispetto al reddito decurtato delle trattenute) ed un unico scalino negativo alla fine (-20%) . Ma può essere più graduale ed ad esempio prevedere che su 35 anni di vita lavorativa si passi da un +15% ad un -20% con uno scalino di un punto percentuale all'anno.
Per come sono le cose ora, i giovani partono con redditi molto bassi e spesso si devono fare aiutare dai genitori per avviare la propria vita. Una misura di questo genere aiuterebbe un giovane a fare da se e lascerebbe al genitore l'incombenza di pensare alla propria pensione.
Certo ci vorrebbe uno esperto di previdenza per fare bene i calcoli (se ce ne é uno che mi aiuta magari...), ma cosi ad occhio e croce mi sembra un'idea interessante che certo non risolve il problema del precariato ma da un po' di respiro ai giovani nelle prime fasi della loro vita lavorativa. Ma forse é solo una banalità già ampiamente implementata o una stupidaggine bella e buona...
Walter tutto falce e pannello
Lo zio Uolter, ha messo al primo punto della sua agenda la questione del cambiamento climatico. Ne ha parlato come primo argomento. L'ha ribadita come uno dei quattro pilastri del suo progetto politico. L'ha collegata agli altri punti del programma. Ha tagliato i ponti con chi a questa priorità non si vuole adeguare, a cominciare dai No-Tav. L'ha proposta come sfida economica e civile. Ha parlato di energie rinnovabili e di carbon tax. Di riduzione di consumi e di nuovi stili di vita. Ha parlato di un'intera economia da ricostruire mettendo al centro il rispetto per l'ambiente. Ovviamente di tutto questo domani non si parlerà. Sarà sparito in una nemesi collettiva incredibile. Vogliamo scommettere? (in tanto è già pressochè sparito dalle minute di Repubblica)
Si candida ad essere il segretario in pectore del nascente partito democratico. In cuor mio è già presidente onorario del partito della falce e pannello.
Walter wanted
PS. possibile che quelli delle sezioni DS non ci abbiano pensato? (possibile possibile... ho chiamato! e peraltro quando ho chiesto il numero del circolo della margherita l'impiegata dei DS mi ha risposto un no che sottointendeva... "No scemo, ma ti pare che ti do il numero di quei
papistirutellianibinettianimontezemolianiliberalfascstoidicontiguiconilnemico-
megliosemichiedeviilnumerodiuncamaertadiforzanuova?... cominciamo bene...)
Update: sembra che la diano su La7. e su repubblica TV (via internet) e persino il buon vecchio SuzukiMaruti commenta live
un passaggio per Marsala
E cosi, dopo il sito delle primarie presentato l'altro giorno: un iniziativa dal basso per costruire l'infrastruttura che serva per le primarie di ottobre ora è la volta delle prime liste.
I primi a farsi avanti sono iMille. Nome evocativo dietro cui si celano volti noti e meno noti, persone e pensieri che da queste parti si tende a seguire con molta attenzione. Ci sono Ivan Scalfarotto, One More Blog, Progetto Mayhem, il blog di Generazione U, Massimiliano Vatiero, Luca Sofri.
Nomi diversi. personalità forti ed ambiziose. Idee divergenti: con alcuni che si fanno un giro al family day ed altri che invece non potevano che stare a Piazza Navona. Chi viene da un trascorso Diessino, chi da uno Margheritino, chi invece gioca un outsider completo. Non è per farne un'inutile polemica, ma mettiamo in luce la plularità di questa sostanza che si stà coagulando attorno a questo marchio garibaldino cosi azzeccato.
In fondo a che cosa dovrebbe servire questa lista? Ad ottobre si andrà ad eleggere l'assemblea costituente del futuro Partito Democratico. In quell'assemblea è importante metterci persone fresche, giovani, coraggiose e con idee nuove. E' importante che non ci entrino solo quelli che da sempre fanno politica e che quindi sono avvezzi alle logiche di potere spartitorie che ahimé rischiano di compromettere la riuscita di questo grande esperimento.
Buona fortuna quindi ai Mille, e chissà che anche da queste parti non ci venga voglia di prendere un passaggio fino a Marsala.
il sito delle primarie
- Sofri, é seriamente preoccupato per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
- Scalfarotto é disincantatamente scettico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
- Adinolfi é smaccatamente critico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
Noi che siamo seriamente preoccupati, disincantatamente scettici, smaccatamente critici... Epperò vorremmo pure metterci del nostro, sporcarci le mani, andare a scoprire il bluff.
E quindi ci siamo iscritti a questa community per le primarie dell'ulivo. Un manipolo di avventurieri, idealisti, illusi o furbastri? E chi lo sa... Lo scopriremo solo vivendo, e vedendo nascere il PD, sapendo che qualunque cosa accada, non ce ne siamo stati con le mani in mano....
Sofri(re) per il PD
Anche a Luca Sofri, la lista dei 45 saggi
per il partito democratico non é piaciuta. Cosi
come non é piaciuta ad Adinolfi, Vatiero, Costa, Parisi e molti altri. Wittengstein allora propone di
allargare ulteriormente almeno per includere 10
sotto i quaranta.
Io ho sottoscritto. Anche perché Sofri almeno non si
é autocandidato...
Academic stuff



