Atene vs Sparta

Se Atene piange, Sparta non ride...
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Cosa vorremmo nel programma

Questa settimana dovrebbero farci conoscere i programmi degli schieramenti in vista delle imminenti elezioni. Ma prima una premessa. Nel 2006 non ci siamo certo risparmiati dalle colonne di questo blog nel mostrare da che parte stavamo. Noi ci abbiamo creduto nel progetto dell'Unione. Abbiamo creduto che Prodi fosse l'uomo giusto. Che potesse fare bene e durare. Ancora crediamo di avere avuto ragione su tutto tranne che sull'ultimo punto. Nel 2006, il PD non era ancora nato e Prodi era l'unico a poter tenere insieme quella cosa chiamata Unione. Un'alleanza che noi crediamo abbia fatto tutto sommato delle buone cose. Anche se con infinita stanchezza e dilaniandosi lungo il cammino. Anche se lasciando indietro ancora moltissime cose d fare. E per giunta non è durata. Quell'esperienza è quindi finita. Archiviata. Per fortuna ora c'è il PD e le cose, forse, possono esser diverse. Alla luce di quanto è successo questa settimana il 2006 sembra già cosi vecchio e lontano. Un'era geologica fa. Messa alle spalle, e tutto sommato senza rimpianti. Ora guardiamo avanti. Ieri Veltroni, e cosi chiariamo subito da che parte stiamo, l'ha messa giù bene: corriamo liberi, non soli, ma liberi. Già, liberi magari di proporre idee veramente radicali senza l'esigenza estenuante di mediare di qua e di la, di accontentare questo e quello, di annacquare tutto e nel farlo scontentare tutti per aver provato ad accontentare ciascuno. Ecco quindi, per quello che vale, le nostre piccole idee per il programma radicale che vorremmo sentirci proporre la settimana prossima.

IL SOLE CHE DA ENERGIA
Al numero uno nel programma vogliamo quella che abbiamo qui chiamato la rivoluzione della falce e pannello. Sappiamo che questo sta a cuore anche a Veltroni. Il cambiamento climatico è la grande sfida e la grande occasione di questo paese. Non è solo una questione ambientale, ma è una questione politica (che mondo vogliamo per noi,i nostri figli e gli altri) economica (l'industria verde è il futuro: dalle auto alle centrali elettriche etc.) sociale (pensiamo solo alle conseguenze dello spostare la tassazione dal lavoro alle attività carbon-intensive) culturale (il rispetto per l'ambiente, il sentimento di cittadinanza planetaria è prima di tutto una rivoluzione culturale).
Il piano si articola in diversi aspetti, alcuni dei quali avviati gia dal governo Prodi. Ma prima di tutto il Pd dovrebbe partire dal messaggio: dalla missione. Prendiamo esempio da Inghilterra o Germania: diamoci un traguardo di un taglio di emissioni del 20% per il 2020 e del 50% per il 2035.

IL FOCOLARE CHE SCALDA
Rimettiamo al centro dell'agenda il futuro del paese. Il futuro sono i nostri figli. E prima ancora due giovani che vogliono condividere affetti e mettere su famiglia. Riprendiamo il discorso dei DICO perchè è giusto dare diritti e protezioni anche a chi non sceglie la strada del matrimonio. Ma poi prendiamo sul serio il mandato costituzionale di tutelare e promuovere la famiglia. La nostra posizione l'abbiamo già espressa qui: sposarsi (religiosamente e/o civilmente) è un vincolo più stringente rispetto alla semplice convivenza, oppure al DICO/PACS e che in quanto tale permette ad una coppia di guardare più lontano. L'economista direbbe che tutela di più l'investimento specifico dei coniugi e quindi permette loro di investire ottimamente. A cominciare dai figli. Ecco perchè pensiamo che la tutela legale "negativa" vada assicurata anche a chi non sceglie la strada del matrimonio, ma per chi la sceglie lo stato debba fare un passo in più. Il PD potrebbe prendere a prestito, pari pari , la petizione del Forum Famiglie. Si sono quelle del family day. Si sono quelle di Pezzotta, in odore di Ruinismo. Si, nemmeno a noi stano tanto simpatici. Ma la loro campagna chiede un fisco a misura di famiglia; meno tasse per chi ha figli. Niente di più. Prendiamo in toto questa misura. Va bene cosi come la l'hanno proposta loro. In più mettiamoci investimenti massicci in asili nido, ed esenzione ICI per giovani coppie e prima casa. (La maternità ai precari, lo ricordiamo, l'ha già fatta Prodi). Infine concediamo cittadinanza ai bambini dando il loro voto mediato alle madri. Per bilanciare l'elettore mediano che ora dà un peso enorme ai pensionati e si dimentica delle generazioni che verranno dopo di loro, che sono già vive, ma che non possono pesare elettoralmente perché minorenni. Diamo il voto alle madri (e non ai padri), anche per ricominciare dall'elettorato attivo a colmare il divario di genere in politica (e non come al solito con le quote rosa nell'elettorato passivo). E' partendo da chi compie in concreto la scelta di dare futuro al paese, da chi decide di metter su famiglia e fare figli, che deve ripartire il piano per ridare fiducia e futuro al paese.

Il sole che dà energia ed il focolare che scalda. I due pilastri per un'Italia capace di futuro.


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