I wish i was there

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Sono le 15.26. In Italia. Qui invece sono le sei e mezza del mattino ed il jet leg lag mi ha tirato giu dal letto presto. Meglio cosi, riesco a seguirmi il finale di primarie e magari a scriverne qualcosa prima che finisca il tutto e comincino i te l'avevo detto; gli era ovvio che sarebbe andata cosi; e tutto il resto del benaltrismo e del risaputismo italiota.

Dunque non posso che cominciare con il dire che davvero vorrei essere li. Vorrei mettermi in fila come quel 16 ottobre di 2 anni fa sotto il sole di Roma. Vorrei dare una mano al gazebo ed incrociare gli sguardi dei miei nuovi compagni di partito, i miei compagni di speranza politica, i miei compagni di percorsi costruttivi.

Il sentirsi a casa. Si perché molto piu che con le primarie dell'Unione di allora, quelle di quest'anno sono anche e soprattutto un processo identitario. Allora in fondo si votava per il leader dello schieramento. Si, l'elettore di Bertinotti e quello di Mastella erano ed (ancora) sono in fondo compagni di strada, o quantomeno sono compagni di governo. Ma da allora, si sono viste subito emergere tutte le differenze che ci impediscono di riconoscerci tutti dentro lo stesso partito.

Invece oggi deve essere diverso. Buona parte delle persone che oggi si recano ai seggi, che fanno la fila, che si sono spulciate i nomi nelle liste, che si sono informate sul conto della Bindi, di zio Walter, di Marione e degli altri, sono li perché si vogliono finalmente riconoscere all'interno di una casa unica, che sotto il proprio tetto contenga e sintetizzi tutte le differenze e le diversità che pur ognuno di noi porta con se. Che bello: vorrei vedervi in faccia tutti, miei nuovi 630.000 (questi gli affluenti alle urne alle 12.00) 3 milioni e mezzo di compagni di partito. Altro che fusione fredda. Piccola postilla: si certo, non tutti i votanti sono per forza neoiscritti al PD. Onore anche a coloro che pur non riconoscendosi nel PD hanno deciso in buona fede di votare. É una scelta che apprezzo e se un dì il centrodestra volesse il cielo si desse a delle primarie serie, parteciperei anche io almeno per potermi scegliere la meno peggio delle alternative Happy

Le belle notizie. Siamo arrivati a queste primarie obiettivamente in un clima un po' bigio. La potenza di fuoco mediatico scatenata é stata impressionante e davvero pochi si sono lesinati dallo sparare contro. E passi pure che gi avversari politici abbiano parlato a vanvera di fusioni tra apparati, di partito nato vecchio, e tutte le altre sciocchezze che erano evidentemente dettate dal tentativo di minimizzare i danni. È già perché davvero queste primarie cambiano lo scenario politico ed ora gli altri devono inseguire. Per dare un metro di quanto queste primarie collochino il PD una generazione avanti a tutti gli altri partiti Italiani si confronti ad esempio l’esperienza di oggi con quella della settimana scorsa in cui è rinato per l’ennesima volta -tra le risate almeno di quei pochi che ancora seguono questa pantomima- il partito socialsita che ora sembra si faccia chiamare costituente socialista.

La nomenclatura ed il rinnovo della classe dirigente. C’è stata molta discussione, speranza ed anche delusione circa l’accesso alle liste. L’accusa più diffusa è che le nomenclature si siano prese tutti i posti. Queste accuse mi sono sin qui sembrate ingiuste ed esagerate. Da un parte è vero: è ora e tempo di svecchiare i partiti, di far partecipare i giovani e cosi via… sono ovviamente simpatizzante con tutte queste istanze. Dall’altra non vedo perché gente che crede nel PD si dovrebbe fare da parte solo per presunti limiti di età o per portare la colpa di essersi interessato, appassionato e dedicato alla politica prima di ora. Almeno di non pensare male dei nostri nuovi compagni di partito: che quelli che gia erano nei DS e nella Margherita erano tutti farabutti e poltronisti. È un ragionamento che ovviamente non sta in piedi. Tra questi due estremi andava cercato un equilibrio: e credo che tutto sommato con il sistema delle liste concorrenti (meglio sarebbe stato avere però le preferenze), con almeno tre-quattro candidati che presentandosi come outsiders hanno cooptato molta gente prima estranea alla politica e con una delle tre liste che sostengono il vincente designato sostanzialmente costituita da facce nuove, beh credo che l’obiettivo di iniettare una forte dose di novità in un corpo che non può e non vuole rinunciare alla sua storia sarà raggiunto.

I candidati. Non avrei difficoltà a votare per Veltroni, per Bindi, per Letta e per Adinolfi. Avrei dei validi motivi per votare per ognuno di loro. Bello essere in imbarazzo per eccesso di volontà di voto piuttosto che per difetto. Ho seguito l’ottima iniziativa di Repubblica delle 10 domande ai candidati.

Direi che Marione mi ha spesso convinto sui temi forti dell’identità e delle prospettive. È invece caduto fragorosamente sulle domande di economia dove invece è andato bene, e come poteva essere altrimenti, Letta. Veltroni non ha particolarmente brillato: essendo l’incumbent aveva solo da perdere a sbilanciarsi. Alla fine però, quella che mi ha convinto di più è la Bindi. Per molte delle ragioni che cita anche Leonardo. Voterei quindi la Bindi, se fossi li.

Mentre sorge il sole sulla marina di san Diego, penso alle cose di casa nostra. Penso al nuovo partito che oggi nasce. Al posto in cui voglio sentirmi a casa, insieme a centinaia di migliaia di altri compagni. I wish i was there…
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un passaggio per Marsala

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Di come il processo di costruzione per il PD in ottobre sia un passaggio delicato e fondamentale lo si è già detto. Cosi come di quante speranze si nutrano in proposito, di come cresca la voglia di esserci e di fare, anche fuori dai vecchi schemi margherita vs DS.

E cosi, dopo il sito delle primarie presentato l'altro giorno: un iniziativa dal basso per costruire l'infrastruttura che serva per le primarie di ottobre ora è la volta delle prime liste.

I primi a farsi avanti sono iMille. Nome evocativo dietro cui si celano volti noti e meno noti, persone e pensieri che da queste parti si tende a seguire con molta attenzione. Ci sono Ivan Scalfarotto, One More Blog, Progetto Mayhem, il blog di Generazione U, Massimiliano Vatiero, Luca Sofri.

Nomi diversi. personalità forti ed ambiziose. Idee divergenti: con alcuni che si fanno un giro al
family day ed altri che invece non potevano che stare a Piazza Navona. Chi viene da un trascorso Diessino, chi da uno Margheritino, chi invece gioca un outsider completo. Non è per farne un'inutile polemica, ma mettiamo in luce la plularità di questa sostanza che si stà coagulando attorno a questo marchio garibaldino cosi azzeccato.

In fondo a che cosa dovrebbe servire questa lista? Ad ottobre si andrà ad eleggere l'assemblea costituente del futuro Partito Democratico. In quell'assemblea è importante metterci persone fresche, giovani, coraggiose e con idee nuove. E' importante che non ci entrino solo quelli che da sempre fanno politica e che quindi sono avvezzi alle logiche di potere spartitorie che ahimé rischiano di compromettere la riuscita di questo grande esperimento.

Buona fortuna quindi ai Mille, e chissà che anche da queste parti non ci venga voglia di prendere un passaggio fino a
Marsala.

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il sito delle primarie

  • Sofri, é seriamente preoccupato per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
  • Scalfarotto é disincantatamente scettico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico
  • Adinolfi é smaccatamente critico per come potrebbe essere impostato il percorso costituente del partito democratico

Noi che siamo seriamente preoccupati, disincantatamente scettici, smaccatamente critici... Epperò vorremmo pure metterci del nostro, sporcarci le mani, andare a scoprire il bluff.

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E quindi ci siamo iscritti a questa community per le primarie dell'ulivo. Un manipolo di avventurieri, idealisti, illusi o furbastri? E chi lo sa... Lo scopriremo solo vivendo, e vedendo nascere il PD, sapendo che qualunque cosa accada, non ce ne siamo stati con le mani in mano....

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