El adelantamiento a Italia
02 01 08 | Ore: 15:29 | Categoria: Politica
Più di un anno fa, parlavamo delle prime avvisaglie
del fatidico sorpasso
spagnolo ai nostri italici danni. Nelle
recenti settimane quel post ha generato un bel
po di traffico da queste parti. Diciamo che la
combinazione delle parole chiavi "Spagna" e
"sorpasso" in google ha portato qui qualche
centinaio di persone (che per i nostri standard
sono praticamente una marea).
Zapatero si é di recente vantato che il sorpasso era nei fatti avvenuto, altri lo avevano smentito, altri ancora hanno fatto del presunto evento motivo di polemica politica ed infine ieri é arrivato il nostro beneamato Romano a spiegarci che, nei fatti, il sorpasso non é (ancora) avvenuto. Polemiche seguiranno, ne siamo sicuri. Ambasciatori si scuseranno. Giornalisti ci spiattelleranno dati sul PILdisoccupazioneistruzioneautostradebanchecostruzionidebito. Politici ci diranno che é tutta colpa dei comunisti o deifranchistifascisti.
Bloggers esterofili ci diranno che loro lo
sapevano che si vivevamo meglio lontani da qui
ed é per questo che sono scappati o sono in
procinto di farlo. Gli italiani scriveranno
lettere a Repubblica raccontando di quanto si
sentono depressi e declinanti.
E noi che diciamo? dovremo pur trovare qualcosa da dire a quei gentil viandanti che googlando "spagna e sorpasso" passano di qui.
Noi cominciamo dai doverosi complimenti alla Spagna. Che se anche forse non ci ha ancora sorpassato e non ha le spalle grosse per farlo a breve, si é data un sacco da fare negli ultimi 25 anni ed oggi é un paese meraviglioso, istruito, tollerante, ambizioso e pieno di speranze. Complimenti davvero. Ve lo diciamo con un bel po' di ammirazione ed addirittura qualche venatura di invidia. Ma si intenda, é un invidia fraterna, che oramai noi ci sentiamo davvero tutti fratelli europei, e se crescete forte voi (magari anche grazie ai fondi europei), un po' lo sentiamo anche un successo nostro. Poi, senza voler fare i fratelli maggiori un po' saputelli, ma in pieno spirito di servizio potremmo anche fare un giorno una bella chiacchierata su quelli che secondo noi sono alcune ombre del vostro modello di sviluppo e delle incognite dalle quali vi vorremmo umilmente suggerire di guardarvi bene. Noi ve le diremmo con il senno di chi ci é già passato e forse anche in queste incognite vi si é arenato.
Ai nostri connazionali in sindrome da sorpassati diciamo invece che non é il caso di farne polemica, ma piuttosto di riflettere; perché il sorpasso della Spagna ci offre molti spunti da affrontare in maniera propositiva. Innanzitutto partiamo dalla constatazione che il sorpasso spagnolo é più traumatico di altri perché nei nostri cugini iberici forse vediamo molto più di noi stessi di quanto sia possibile fare con altre nazioni. Loro sono latini, amanti del bel vivere e della buona cucina, gioiosi e spensierati come ci siamo dipinti noi stessi per tanti anni. Ed allora fa male vedere che in Spagna si coniuga movida notturna con efficienza della PA, spensieratezza latina con puntualità dei treni, e allegria vitale con solida crescita economica. Fa male a noi si intende, perché mette a nudo l'inesistenza di quell'equazione dietro alla quale ci siamo per tanto tempo nascosti. E cioé che il bel vivere non si potesse coniugare con parole quali efficienza e crescita. E che in fondo noi, dovendo scegliere tra un vivere bello ed uno efficiente, avremmo sempre preferito il primo. Ora la Spagna é li a dirci che esiste un vivere bello ed efficiente. E questo ovviamente ci manda in bestia. Ma c'é solo da rimboccarsi le maniche ed umilmente imparare dai nostri fratelli più giovani. Perché nonostante tutto in Italia viviamo già molto bene. Ma la Spagna é li a dirci che possiamo decisamente vivere meglio.
Zapatero si é di recente vantato che il sorpasso era nei fatti avvenuto, altri lo avevano smentito, altri ancora hanno fatto del presunto evento motivo di polemica politica ed infine ieri é arrivato il nostro beneamato Romano a spiegarci che, nei fatti, il sorpasso non é (ancora) avvenuto. Polemiche seguiranno, ne siamo sicuri. Ambasciatori si scuseranno. Giornalisti ci spiattelleranno dati sul PILdisoccupazioneistruzioneautostradebanchecostruzionidebito. Politici ci diranno che é tutta colpa dei comunisti o dei
E noi che diciamo? dovremo pur trovare qualcosa da dire a quei gentil viandanti che googlando "spagna e sorpasso" passano di qui.
Noi cominciamo dai doverosi complimenti alla Spagna. Che se anche forse non ci ha ancora sorpassato e non ha le spalle grosse per farlo a breve, si é data un sacco da fare negli ultimi 25 anni ed oggi é un paese meraviglioso, istruito, tollerante, ambizioso e pieno di speranze. Complimenti davvero. Ve lo diciamo con un bel po' di ammirazione ed addirittura qualche venatura di invidia. Ma si intenda, é un invidia fraterna, che oramai noi ci sentiamo davvero tutti fratelli europei, e se crescete forte voi (magari anche grazie ai fondi europei), un po' lo sentiamo anche un successo nostro. Poi, senza voler fare i fratelli maggiori un po' saputelli, ma in pieno spirito di servizio potremmo anche fare un giorno una bella chiacchierata su quelli che secondo noi sono alcune ombre del vostro modello di sviluppo e delle incognite dalle quali vi vorremmo umilmente suggerire di guardarvi bene. Noi ve le diremmo con il senno di chi ci é già passato e forse anche in queste incognite vi si é arenato.
Ai nostri connazionali in sindrome da sorpassati diciamo invece che non é il caso di farne polemica, ma piuttosto di riflettere; perché il sorpasso della Spagna ci offre molti spunti da affrontare in maniera propositiva. Innanzitutto partiamo dalla constatazione che il sorpasso spagnolo é più traumatico di altri perché nei nostri cugini iberici forse vediamo molto più di noi stessi di quanto sia possibile fare con altre nazioni. Loro sono latini, amanti del bel vivere e della buona cucina, gioiosi e spensierati come ci siamo dipinti noi stessi per tanti anni. Ed allora fa male vedere che in Spagna si coniuga movida notturna con efficienza della PA, spensieratezza latina con puntualità dei treni, e allegria vitale con solida crescita economica. Fa male a noi si intende, perché mette a nudo l'inesistenza di quell'equazione dietro alla quale ci siamo per tanto tempo nascosti. E cioé che il bel vivere non si potesse coniugare con parole quali efficienza e crescita. E che in fondo noi, dovendo scegliere tra un vivere bello ed uno efficiente, avremmo sempre preferito il primo. Ora la Spagna é li a dirci che esiste un vivere bello ed efficiente. E questo ovviamente ci manda in bestia. Ma c'é solo da rimboccarsi le maniche ed umilmente imparare dai nostri fratelli più giovani. Perché nonostante tutto in Italia viviamo già molto bene. Ma la Spagna é li a dirci che possiamo decisamente vivere meglio.


