Li tassinari
21 09 06 | Ore: 11:44 | Categoria:
Politica
Non so perché, ma davvero ce l'ho con i taxisti
della capitale. Un motivo tra i tanti potrebbe essere
quella signora con il bimbo in braccio stravolto dal
sonno, all'una di ieri notte, che dice a Lucia che
sta aspettando uno stramaledetto taxi da 40 minuti.
Comunque a Roma qualcosa si muove. La rabbia contro
la categoria monta. Le posizioni diventano sempre piú
indifendibili. Forse le forzature di questa estate,
finiscono con il ritorcersi contro la categoria.
Speriamo. Prendo spunto dalla Repubblica di oggi per
illustrare l'arroganza e tracotanza della categoria:
Il signor Bittarelli, noto alle cronache per essere,
oltre che capo di unione radiotaxi, esponente di
allenaza nazionale non che fomentatore delle proteste
piú cruente dell'estate, richiama una trattativa del
2004 nella quale, a fronte di piu corse preferenziali
e alla battaglia contro l'abusivismo, i taxisti
avevano concesso 300 nuove licenze. Colta l'ironia?
I taxisti avevano concesso nuove
licenze... Ma scherziamo??? Questi signori
sono ad un livello tale di delirio di potere
oligopolistico da sostituirsi al comune stesso e
sentirsi loro in grado di "concedere nuove licenze".
Di fronte a questo, proporrei al comune di chiudere
entrambi gli occhi sull'abusivismo. Anzi
legalizzarlo. Chiunque abbia un auto sufficientemente
pulita e dignitosa ed una patente in regola, si rechi
al comune, si prenda un segnalatore satellitare di
attvitá ed un qualche sistema per monitorare le
tariffe e si metta per strada. E poi riapriamo il
confronto con il signor Bittarelli.