Li tassinari

taxi_02072006
Non so perché, ma davvero ce l'ho con i taxisti della capitale. Un motivo tra i tanti potrebbe essere quella signora con il bimbo in braccio stravolto dal sonno, all'una di ieri notte, che dice a Lucia che sta aspettando uno stramaledetto taxi da 40 minuti. Comunque a Roma qualcosa si muove. La rabbia contro la categoria monta. Le posizioni diventano sempre piú indifendibili. Forse le forzature di questa estate, finiscono con il ritorcersi contro la categoria. Speriamo. Prendo spunto dalla Repubblica di oggi per illustrare l'arroganza e tracotanza della categoria: Il signor Bittarelli, noto alle cronache per essere, oltre che capo di unione radiotaxi, esponente di allenaza nazionale non che fomentatore delle proteste piú cruente dell'estate, richiama una trattativa del 2004 nella quale, a fronte di piu corse preferenziali e alla battaglia contro l'abusivismo, i taxisti avevano concesso 300 nuove licenze. Colta l'ironia? I taxisti avevano concesso nuove licenze... Ma scherziamo??? Questi signori sono ad un livello tale di delirio di potere oligopolistico da sostituirsi al comune stesso e sentirsi loro in grado di "concedere nuove licenze".

Di fronte a questo, proporrei al comune di chiudere entrambi gli occhi sull'abusivismo. Anzi legalizzarlo. Chiunque abbia un auto sufficientemente pulita e dignitosa ed una patente in regola, si rechi al comune, si prenda un segnalatore satellitare di attvitá ed un qualche sistema per monitorare le tariffe e si metta per strada. E poi riapriamo il confronto con il signor Bittarelli.