tronchetti | Law & Economics | poche idee, ma ben confuse...

Tronchetti fa Telecom a tronchetti

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Confesso che pur occupandomi di economia, vado sempre veloce sulle pagine dei giornali dedicate alla finanza e capisco ancora meno di contabilità. Però le ultime vicende di Telecom puzzano da lontano anche ad un non esperto come il sottoscritto. Era la fine di giugno del 2005 quando tra le fanfare e gli squilli di tromba, si concludeva la "fusione del secolo" tra Telecom e Tim. Qualche maligno insinuava che l'operazione fosse di puro maquillage finanziario, e servisse unicamente a portare più denaro fresco a chi si era comperato il colosso anni addietro indebitandosi oltremodo. Pure malignità ovviamente. Un grande capitano, alla guida di una grande nave -si diceva- aveva chiara la rotta, e puntava la prora verso l'approdo sicuro dell'lintegrazione fisso-mobile e verso le nuove frontiere dell'industra delle comunicazioni del ventunesimo secolo. Nessuna tattica finanziaria, solo un lungimirante piano industrale.

15 Mesi dopo, mentre già si sono defilati Hopa, Unicredit e Banca Intesa (un fuggi fuggi che a me ricorda parmalat); dopo che ci si è venduti Telespazio, Seat Pagine Gialle, Finsiel e Pirelli Cavi; dopo che il debito di Telecom è stato declassato perchè il capitano invece di ripagare i debiti, distribuisce (a se stesso) dividendi; dopo tutto questo, ecco la grande virata. Il grande capitano, lui solo al comando del vascello (che timona con scatole cinesi) verso l'approdo sicuro inverte la rotta. Indietro tutta. Ora TIM deve sganciarsi da Telecom ed essere venduta. Cosi esige la visione strategica, cosi vuole il nuovo lungimirante piano industriale. Cosi fanno le concorrenti (ma quali? ma chi?). Ci manca solo che ci dicano che cosi vuole l'Europa. Ancora una volta partono le fanfare per cercare di coprire con il chiasso i solito giochi della finanza italiana, dove mezzi satrapi con un pugno di azioni, controllano società di rilevanza pubblica (per il servizio che svolgono) con l'unico fine dell'arricchimento privato. Che a noi sta bene, sia chiaro; a condizione che nel tentare di arricchirsi, non finiscano con l'impoverire, se non addirittura dilapidare, quelle industrie dei cui servizi ci serviamo noi.