Grazie, Signore
25 marzo 2007 Ore: 19:31
Dall'aeroporto Charles de Gaulle, in attesa di un TGV
per LIlle, ripenso al ritiro fidanzati di ieri. Il
tema era "La coppia nel mondo esterno" e si é
discusso, appunto, del ruolo della coppia sposata nel
contesto sociale, nonché dei condizionamenti e delle
pressioni che arrivano dall'esterno: amici, genitori,
colleghi, capi... Abbiamo rivisto il film "Casomai"
che effettivamente propone uno scenario apocalittico
di come una coppia possa "scoppiare" sopraffatta
dalla routine problematica, dal lavoro totalizzante e
da figli esigenti. Notavamo soprattutto la totale
assenza, nel film, di figure di riferimentio positive
nel mondo esterno, capaci di instillare fiducia e
ottimismo sul fatto che due persone che decidono di
sposarsi non possono pensare che la fine del
matrimonio sia ineluttabile di fronte alle seppur
grandi avversitá quotidiane. Bisogna ricercare nelle
difficoltá quella scintillam quel fuoco sacro che
porta un uomo e una donna ad esprimere un co
nsenso di fronte a Dio e alla comunitá. Io e
Matteo crediamo fermamente nel ruolo e nella
responsabilitá sociale del nucleo familiare: il
matrimonio secondo noi non é un affare privato, ma
coinvolge tutti i membri della comunitá di
riferimento degli sposi, cosí come nel matrimonio non
si é isolati nella propria torre eburnea ma ci si
confonde con la societá e si testimonia costantemente
la propria convinzione. Ancora di piú in presenza di
figli! Allora, ecco perché il titolo di questo post:
Grazie, Signore, perché ogni volta che mi trovo al
tuo altare e penso alla grandezza del tuo dono, della
famiglia che mi stai donando, non posso non sentire
il cuore che mi scoppia di gioia piena, e le lacrime
faccio fatica a fermarle, ma sono lacrime di
commozione vera, perché il mistero dell'amore é sacro
e Tu me ne hai voluto rendere parte.... Il mio
impegno é davvero quello di non sprecare mai il tuo
dono e di sforzarmi di cercare sempre la tua
sacralitá nella famiglia che stiamo costituendo.
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