Grazie, Signore

Dall'aeroporto Charles de Gaulle, in attesa di un TGV per LIlle, ripenso al ritiro fidanzati di ieri. Il tema era "La coppia nel mondo esterno" e si é discusso, appunto, del ruolo della coppia sposata nel contesto sociale, nonché dei condizionamenti e delle pressioni che arrivano dall'esterno: amici, genitori, colleghi, capi... Abbiamo rivisto il film "Casomai" che effettivamente propone uno scenario apocalittico di come una coppia possa "scoppiare" sopraffatta dalla routine problematica, dal lavoro totalizzante e da figli esigenti. Notavamo soprattutto la totale assenza, nel film, di figure di riferimentio positive nel mondo esterno, capaci di instillare fiducia e ottimismo sul fatto che due persone che decidono di sposarsi non possono pensare che la fine del matrimonio sia ineluttabile di fronte alle seppur grandi avversitá quotidiane. Bisogna ricercare nelle difficoltá quella scintillam quel fuoco sacro che porta un uomo e una donna ad esprimere un co
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nsenso di fronte a Dio e alla comunitá. Io e Matteo crediamo fermamente nel ruolo e nella responsabilitá sociale del nucleo familiare: il matrimonio secondo noi non é un affare privato, ma coinvolge tutti i membri della comunitá di riferimento degli sposi, cosí come nel matrimonio non si é isolati nella propria torre eburnea ma ci si confonde con la societá e si testimonia costantemente la propria convinzione. Ancora di piú in presenza di figli! Allora, ecco perché il titolo di questo post: Grazie, Signore, perché ogni volta che mi trovo al tuo altare e penso alla grandezza del tuo dono, della famiglia che mi stai donando, non posso non sentire il cuore che mi scoppia di gioia piena, e le lacrime faccio fatica a fermarle, ma sono lacrime di commozione vera, perché il mistero dell'amore é sacro e Tu me ne hai voluto rendere parte.... Il mio impegno é davvero quello di non sprecare mai il tuo dono e di sforzarmi di cercare sempre la tua sacralitá nella famiglia che stiamo costituendo.
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